L’attentato

il punto dell’innesco era esattamente a destra. Come hanno fatto a questo sfortunato.

Era il 2006. In quel periodo lavoravo come responsabile di un settore pubblico, con incarico di gestire il personale, circa 40 persone. Quando arrivai trovai una situazione molto critica e per dovere sentii il bisogno di rimettere le cose a posto, ovviamente facendomi anche dei nemici. A seguito di questo, subii un attentato. Tentarono di bruciarmi la macchina.

I fatti: era una bella serata estiva, me ne stavo sdraiato tranquillamente in camera mia a guardare la tv, mentre d’improvviso sento una fragorosa frenata di motorino e penso che sia il solito ragazzino spericolato. Dopo qualche minuto sentendo un forte odore di bruciato mi affaccio alla finestra. Con enorme stupore vedo di sotto la mia macchina andare a fuoco. Corro giù in giardino, attacco la gomma e la butto giù nel parcheggio e corro per andare a spegnere le fiamme che avevano già intaccato la parte posteriore destra. La benzina era stata buttata dove era posizionato il tappo della benzina. Poi mi spiegarono perché. Continuai a gettare acqua sulle fiamme con il cuore in gola. Fortunatamente riuscii nell’intento e spensi l’incendio. In quel momento sentii la sirena dei vigili del fuoco che qualcuno aveva chiamato. Poi scoprii che era stato lo stesso autore del misfatto. Presero le mie generalità e dopo avermi fatto le domande di rito se ne andarono.

Il giorno dopo porto la macchina dal mio carrozziere con il carro attrezzi, gli spiego l’accaduto e gli chiedo di valutare la convenienza o meno dell’eventuale riparazione. Il giorno dopo torno da lui e dopo avermi detto la spesa, che avrei dovuto sostenere per la riparazione, mi diede una pacca sulla spalla e disse :” e non ti lamentare che saresti dovuto essere morto”; cosa vuoi dire ? ” dissi e mi spiegò cosa intendesse dire. In poche parole il punto dove avevano dato fuoco ( sotto il tappo della benzina ) era stato studiato appositamente affinché le fiamme potessero sciogliere per prima cosa il serbatoio della benzina di plastica, il quale, una volta forato dal calore, avrebbe fatto fuoriuscire la benzina facendo esplodere la macchina. “Ho corso un bel rischio” dissi. ” Infatti” disse, ” ma il fatto inspiegabile è che il foro nel serbatoio c’è e che , nonostante la benzina sia fuoruscita, la macchina non sia esplosa, vai ad accendere un cero ” mi disse. Rimasi di stucco. Ero vivo per miracolo.

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