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La Moto

eccola …la mia era verde ma uguale…quanti ricordi e quante paure

Agosto 1981. Mio padre era morto da due anni in un incidente stradale e decisi di congedarmi e tornare a casa per stare vicina a mia madre per aiutarla a mandare avanti una piccola attività commerciale. Avevo 19 anni e inizialmente, in attesa di organizzarmi meglio, trovai lavoro a pochi km da casa mia. La mattina andavo a lavorare in moto. Quella mattina uscii dall’incrocio , girai a destra e visto il rettilineo sgombro, cominciai a tirare le marce. Sentivo i giri del motore salire mentre raggiungevo una velocità abbastanza elevata. D’improvviso, un camioncino, senza dare precedenza mi si parò davanti uscito da una piccola via che intersecava il mio rettilineo. L’autista mi vide e paralizzato dalla paura o dall’incompetenza, invece di sgomberare la corsia, rimase fermò in mezzo alla strada andando a chiudere ogni via di fuga e non lasciandomi via di scampo. Ricordo che pensai ” sono morto “. La velocità era troppo elevata per non andarci a sbattere. Mi attaccai ai freni e la moto si mise di traverso. Ricordo distintamente ancora adesso, il fragore della gomma che fischiava. Ricordo di aver rivisto tutta la mia vita scorrermi davanti con immagini ben definite come in un film dalla durata massima di un secondo. Una cosa incredibile e difficile da descrivere. Contemporaneamente vedevo il camioncino fermo in mezzo alla strada avvicinarsi sempre più velocemente verso di me. Capii che era arrivato il momento di sbattergli contro e morire. Arrivato a circa tre metri, lasciai il freno di dietro, la moto si raddrizzò e chiusi gli occhi aspettando la botta. Come d’incanto invece sentii un leggero fruscio sulla manica sinistra, come se qualcuno mi avesse toccato o soffiato dell’aria sopra. La moto si fermò , riaprii gli occhi e mi  ritrovai al di là della macchina fermo sul ciglio della strada con le ginocchia che tremavano. Il respiro ed il cuore erano impazziti . Volevo scendere dalla moto per andare verso l’autista che aveva messo a rischio la mia vita, ma non ce la feci a scendere. In quel momento vidi il camioncino muoversi e scappare via. Non ebbi il coraggio di andargli dietro , ero stato miracolato.

Ero stato miracolato ma ero troppo giovane per tenerne in debito conto e il ricordo sfumò piano piano. Mi ritornò in mente però 20 anni dopo quando sentii nuovamente lo stesso soffio d’aria percorrermi nuovamente il braccio

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